Lavandin abrialis selection (Lavandula Hybrida Oil). Il lavandino (traduzione approssimativa del nome francese “lavandin”) si può incontrare ad altitudini fino ai 1000 m s.l.m. ed ha uno sviluppo maggiore sia in altezza che in diametro, steli fiorali robusti, lunghi e numerosi con spighe formate da molte spighette raggruppate in palchi. Grazie all’elevato contenuto di olio essenziale, l’intera pianta di lavanda emana un odore fragrante e penetrante e tutte le specie sono ottime mellifere. La droga è costituita dalle infiorescenze di L. angustifolia raccolte appena prima della schiusura ed essiccate. Le indicazioni, per uso interno, sono: stati di inquietudine, insonnia, disturbi funzionali epigastrici (meteorismo etc.).
L’essenza, pur essendo presente in tutta la pianta, è contenuta soprattutto in speciali ghiandole oleifere, costituite da 4-8 cellule, che si trovano fra le scanalature che solcano longitudinalmente il calice. Le parti utilizzate per l’estrazione dell’olio essenziale sono le infiorescenze. Il tempo balsamico è la fine della fioritura.
La composizione e il contenuto di olio differiscono nelle tre specie, variando da 0,5 a 1,5% nella lavanda vera, a seconda della varietà, a 0,9-3% nel lavandino e tra lo 0,5-0,8% nello spigo.
I costituenti più pregiati dell’olio essenziale sono il linalolo (15-45%) e il suo estere, l’acetato di linalile (30-50% in lavanda vera, 7-33% nel lavandino), mentre caratteristiche negative sono date dalla canfora, presente sia nello spigo (% più elevata) che nel lavandino, ma che comunque non dovrebbe superare il 10%.